Il rublo ha finalmente smesso di perdere terreno, dopo che nel giro di otto giorni il cambio è passato da 63,5 a 66 rubli per un dollaro.
Inoltre, le borse russe hanno approfittato di un rialzo, per quanto passeggero, dopo il risultato delle elezioni presidenziali negli USA.
L’elezione di Trump potrebbe aver già modificato lo status del rublo e ciò potrebbe renderlo un’opzione molto interessante per gli investitori.
Il carry trade generato dal rublo è significativo per una valuta priva di correlazioni con i tassi USA. I timori dei mercati rispetto alle azioni di Trump potrebbero confermare l’interesse per la valuta russa.
Crediamo che il 16 dicembre la Russia manterrà il suo tasso di riferimento al 10%, soprattutto perché i fondamentali non sono rosei.
I prezzi del petrolio si stanno avvicinando ai 40 USD, le vendite al dettaglio continuano a scendere (-3,6% a/a) e la produzione industriale sembra preoccupante.
Ora si spera che, una volta insediato, Trump ammorbidisca le sanzioni commerciali contro la Russia.
Il risultato delle elezioni è sicuramente positivo per l’economia orientale, perché l’indebolimento della valuta dovrebbe sostenere le esportazioni.
L’altra domanda che si fanno tutti è se l’Europa farà altrettanto, con un disgelo delle sue politiche nei confronti del vicino sovietico.
Si ferma la flessione del rublo durata 8 giorni
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