É quasi cosa fatta, alla riunione del FOMC di dicembre la Federal Reserve dovrebbe aumentare di 25 punti base la fascia obiettivo per il tasso d’interesse.
James Bullard, presidente della Fed di St. Louis, ieri ha affermato che recentemente si sono rafforzate le argomentazioni a favore di un rialzo del tasso d’interesse, pur suggerendo di mantenerlo stabile nell’immediato futuro, giacché l’economia USA deve fare i conti con una crescita debole e un calo delle pressioni inflazionistiche.
Succede raramente che ci troviamo d’accordo con un membro della Fed sulle prospettive della politica monetaria USA, perché tendono a essere sempre troppo ottimisti, anche coloro che mostrano una netta impostazione da colomba.
Crediamo, inoltre, che la Fed sia disposta a lasciare che l’inflazione superi l’obiettivo del 2%.
Che la Fed lo voglia o no, l’elezione di Donald Trump a quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti ha creato maggiore incertezza, soprattutto sulle prospettive di crescita e inflazione.
Quindi, anche se la Fed va sostenendo che l’elezione di Trump non modificherà la sua politica monetaria, essa avrà degli effetti indiretti e crediamo che la Fed si prenderà del tempo per valutare la nuova situazione.
Continuiamo a credere che la Fed il prossimo anno non interverrà, anche se la banca potrebbe alzare i tassi una volta alla fine dell’anno, solo per riaffermare la sua fiducia nella forza dell’economia USA e per rassicurare i mercati.
Questa è, in fin dei conti, anche la ragione principale per cui la banca centrale con tutta probabilità interverrà il 14 dicembre.
Bullard conferma che la Fed sta per restringere la politica
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