Segnali di intesa tra Russia e Stati Uniti dopo che entrambi i leader delle due nazioni hanno espresso la loro volontà nel normalizzare i rapporti.
Vladimir Putin ha comunque riferito che è ancora troppo presto per poter fissare un incontro con Donald Trump, incontro che potrebbe aver luogo dopo che il numero uno della Casa Bianca avrà formato la sua squadra di governo.
La settimana scorsa ricordiamo che i mercati hanno reagito bene alle elezioni di Trump con diffusi rialzi soprattutto sul mercato azionario statunitense per le aspettative generate dalle annunciate politiche di stimolo fiscale.
Intanto gli operatori sono sempre più convinti di un rialzo dei tassi a dicembre da parte della Fed, osservando i futures sui Fed Fund, infatti, le probabilità di una prossima stretta monetaria sono di oltre il 95 per cento.
Molti operatori suggeriscono comunque cautela soprattutto sul mercato azionario in quanto potrebbe essere terminato il rally post elezioni. Questo pomeriggio prenderà la parola il numero uno della Bce Mario Draghi, il quale da Strasburgo molto probabilmente non darà molte indicazioni sulle future mosse della Banca Centrale europea.
Ricordiamo che attualmente l’eurozona deve fronteggiare il problema dell’inflazione allo 0,5%, dunque molto lontana dal target prossimo ai due punti percentuali. Molto probabilmente la Bce dunque non interverrà con una riduzione dello stimolo monetario finche tale target non sia stato raggiunto.
Da Berlino Angela Merkel ha annunciato che intende partecipare alle prossime elezioni per un eventuale quarto mandato .Chiude in rialzo di quasi un punto percentuale la borsa di Tokyo a 18.106 punti sui massimi dallo scorso 5 gennaio, sebbene sia stata deludente la lettura di ottobre delle esportazioni annuali in calo di dieci punti percentuali a causa dell’apprezzamento dello Yen.
Indici europei sul filo della parità in avvio di seduta. Operatori cauti, molto probabilmente in attesa di Mario Draghi questo pomeriggio. Interessante seguire inoltre l’apertura di New York, visto che gli indici statunitensi sono in prossimità dei massimi storici.
Meno entusiasmanti invece le performance sui mercati europei., con il Dax che non riesce a rompere la soglia dei 10.820 punti.
Male anche l’Eurostoxx che la scora settimana ha perso 0,68 punti percentuali.
Tra i peggiori il nostro Ftse Mib che si trova in prossimità della zona di supporto dei 16.000 punti appesantito soprattutto dal comparto bancario.Trend ribassista sull’oro nel post elezioni statunitensi.
Il metallo giallo infatti da 1305$ l’oncia quota al momento della scrittura 1210 dollari l’oncia .
Risale il prezzo del Petrolio Greggio grazie all’aspettativa da parte degli operatori per un futuro congelamento della produzione.
Ricordiamo che il prossimo 30 novembre a Vienna si riuniranno i paesi Opec e non per decidere in che modo implementare le decisioni assunte nella scorsa riunione.
Sia Brent che WTI registrano questa mattina un rialzo di circa un punto percentuale quotando rispettivamente 47,33 e 46,84 dollari al barile.
Marco Miranda
UCapital Financial Advisor
Panoramica di mercato del 21 novembre
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